Domenica del figliol prodigo

15 febbraio secondo il vecchio calendario / 28 febbraio secondo il nuovo calendario, domenica

Domenica del Figlio Prodigo. Non c’è digiuno. Tono 5°.

Dell’ap. dei 70 Onesimo (c. 109). Del ven. Pafnuzio, recluso delle Grotte, nelle Grotte lontane (XIII). Del ven. Pafnuzio e sua figlia Eufrosine di Alessandria (V). Del ven. Eusebio, eremita della Siria (V). Del ven. Antimo di Chios (1960). Degli ieromartt. Michele Pjataev e Giovanni Kuminov presbiteri (1930); degli ieromartt. Nicola Morkovin, Alessio Nikitskij, Alessio Smirnov presbiteri, Simeone Kuljamin diacono, dei venn. martt. Paolo (Kozlov), ieromonaco, e Sofia Seliverstova, novizia (1938). Delle icone della Madre di Dio di Vilna (trasferita a Vilna nel 1495) e della Dalmazia (1646).

Tropari e Condaci

Tropario della Resurrezione, tono 5°

Cantiamo inni, o fedeli, e adorazione al V erbo coeterno al Padre e allo Spirito, partorito dalla Vergine per la nostra salvezza, poiché si è compiaciuto di salire nella carne sulla Croce e di subire la morte, e di risuscitare i morti nella sua gloriosa risurrezione.

Condacio della Domenica del figliol prodigo, tono 3°

Mi sono stoltamente escluso dalla tua gloria paterna e hodissipato nel male la ricchezza che mi avevi trasmesso; per questo a te presento le parole del figliol prodigo: Ho peccato davanti a te, padre pietoso: ricevimi nella penitenza, e trattami come uno dei tuoi mercenari.

APOSTOLO

Fratelli, tutto mi è lecito ma non tutto giova; tutto mi è lecito, ma io non sarò dominato da qualcuno. I cibi nel ventre e il ventre ai cibi, ma Dio distruggerà questo e quelli! Il corpo non è per l’immoralità, bensì per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio ha risuscitato il Signore e risusciterà anche noi con la sua potenza. Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di prostituta? No! Non sapete che chi si unisce a una prostituta forma un corpo solo? Saranno – dice – i due in una sola carne. Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. Fuggite l’immoralità! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del corpo; ma chi si dà all’immoralità pecca nel proprio corpo. Non sapete che il vostro corpo è tempio del Santo Spirito che è in voi, che avete da Dio, e che voi non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a prezzo! Glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che sono di Dio.

1 Corinzi 6:12-20

VANGELO

Il Signore ha detto questa parabola: “Un uomo aveva due figli. Il minore di loro disse al padre: Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta. Ed egli divise fra loro il patrimonio. Dopo non molti giorni, il figlio minore raccolse ogni cosa e partì in viaggio per un paese lontano e lì sperperò la sua sostanza, vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, ci fu una forte carestia in quel paese, ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Andò e si mise con uno degli abitanti di quel paese, che lo mandò nelle sue campagne a pascolare i porci. E bramava sfamarsi con le carrube che mangiavano i porci ma nessuno gliene dava. Rientrato in sé, disse: Quanti salariati di mio padre hanno abbondanza di pane e io muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il cielo e contro di te, non sono più degno di essere chiamato figlio tuo, trattami come uno dei tuoi salariati. Si alzò e venne da suo padre. Mentre ancora era lontano, lo vide suo padre e si commosse; di corsa gli si gettò al collo e lo coprì di baci. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato verso il cielo e contro di te, non sono più degno di essere chiamato figlio tuo. Ma il padre disse ai suoi servi: Portate la veste, quella prima, e vestitelo; dategli in mano l’anello e sandali ai piedi, portate e macellate il vitello grasso, mangiamo e facciamo festa perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore era in campagna e quando venendo fu vicino a casa, udì musica e balli, e chiamato uno dei servi s’informò cosa fosse. Quello gli disse: Tuo fratello è venuto e tuo padre ha macellato il vitello grasso perché lo ha riavuto salvo. Egli si adirò e non voleva entrare. Uscì suo padre a pregarlo. Egli rispose e disse a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e mai ho trasgredito un tuo comando, e mai mi hai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma appena è venuto questo tuo figlio che ti ha mangiato la vita con le prostitute, per lui hai macellato il vitello grasso. Gli disse il padre: Figlio, tu sei sempre con me, e tutto ciò che è mio è tuo, ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato trovato”.

Luca 15:11-32

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