Il digiuno della Natività

Protoierei Vladimir Vighilianskij

Il 15(28) Novembre iniziamo in unione con Dio il Digiuno della Natività (o quaresima d’avvento). Pubblichiamo una breve riflessione del sacerdote russo Vladimir Vighilianskij con qualche utile consiglio per vivere al meglio questo tempo d’attesa e di preparazione alla contemplazione del mistero dell’incarnazione del nostro Salvatore Gesù Cristo.

Si parla molto del digiuno, ma non appena inizia, tutte si fanno le stesse domande: cosa è permesso, cosa non lo è. Propongo però un approccio diverso: mettiamo la “gastronomia” all’ultimo posto, perché il digiuno non è un fine, ma un mezzo. Con il suo aiuto, dobbiamo ottenere prima cinque cose:

Primo. IMPARARE A PREGARE.

Proviamo ad aggiungere qualcosa a ciò che già facciamo. Se non preghiamo affatto a casa, allora facciamo almeno una preghiera breve ma regolare. Se pratichiamo le regole di preghiera del mattino e della sera, iniziamo ogni giorno a leggere il Salterio o un capitolo del Vangelo. Se andiamo in chiesa solo la domenica, aggiungiamo almeno un altro giorno nei giorni feriali.

Secondo. IMPARARE A LOTTARE CON I PECCATI.

Suggerisco di scegliere il più piccolo di tutti i peccati che ripetiamo e cercare di sconfiggerlo. Ad esempio, l’abitudine di esprimere la tua insoddisfazione per tutto ciò che vedi o senti, o di sparlare di altri, o ancora di usare parolacce nelle conversazioni. Oppure se c’è un vecchio rancore nei confronti di un parente o di un capo, un insegnante, un vicino, ecc.) provare a sconfiggerlo pregando per questa persona ogni giorno.

Terzo. APPRENDERE LA PENITENZA.

Scegliamo dall’elenco dei peccati i più segreti, quelli che sono nascosti agli occhi degli altri e di cui ci vergogniamo particolarmente. Andiamo a confessarci e chiediamo al sacerdote come trattarli. Il sacerdote è una persona esperta, saprà sicuramente consigliarci ciò che è necessario fare.

Quarto. IMPARARE A FARE BUONE AZIONI.

“Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi” (Mat 25, 35-36). Ogni sera mettiamo alla prova la nostra coscienza: che buona azione ho fatto oggi? Chi hai consolato, chi hai aiutato, a chi hai dedicato tempo, ecc.? Se così non è, renditi conto che la giornata è stata sprecata.

Quinto. IMPARA A GIOIRE

Della bellezza divina del mondo, dei doni e dei talenti di Dio di cui le persone sono dotate, delle espressioni di amore, compassione, e misericordia. Del trovare in tutto un senso logico, di armonia e verità. Insomma, gioire tutto ciò che ci avvicina a Dio.

“Il digiuno non significa esaurimento, digiuno non significa sciopero della fame, digiuno non significa privarci di tutto ciò che amavamo, ma solo privarci di ciò che ci stava distruggendo”.

Metropolita Anthony di Sourozh

Amici, vi auguro un Digiuno della Natività salvifico e gioioso!

Protoierei Vladimir Vighilianskij

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