Il cielo e la terra

Un certo spiritualismo moderno ha contribuito a creare una angelologia autonoma, slegata dalla Dio e dagli uomini. L’angelologia tradizionale è invece ben diversa, parla di un legame inscindibile tra gli angeli e il piano di Dio per gli uomini.

La riflessione moderna più sinceramente cristiana e originale sul tema degli angeli è senza dubbio quella contenuta ne La scala di Giacobbe uno scritto del 1929 del sacerdote, teologo e filosofo russo Sergij Bulgakov. In questo scritto che compone una trilogia insieme a Il roveto e a L’amico dello Sposo, Bulgakov incentra la sua riflessione sul primo versetto del libro biblico della Genesi: “In principio Dio creò il cielo e la terra” (Gen 1,1). Ed è sulla congiunzione che lega il cielo e la terra che Bulgakov coglie ruolo e posto degli angeli nell’economia della Salvezza.

Scrive Bulgakov:

Le potenze incorporee sono angeli, e solo sotto questo nome noi li conosciamo. Tale nome già contiene in sé il senso di questa e misteriosa che lega il cielo e la terra. Il cielo, cioè il mondo delle potenze noetiche e degli spiriti incorporei, creato non a parte e indipendentemente, ma insieme alla terra e in rapporto con la terra. Gli spiriti incorporei non sono definiti nel loro essere solo in rapporto a se stessi, ma come angeli – cioè messaggeri, annunciatori – anche in relazione alla terra. Il mondo degli angeli è stato creato in vista del loro servizio, di questa partecipazione al destino del mondo, cioè, detto altrimenti, in vista del mondo degli uomini. Con il loro servizio, gli angeli si uniscono al mondo degli uomini in un insieme indivisibile, così che né il mondo esiste senza gli angeli, né gli angeli senza il mondo, ma formano insieme un’unica creazione: il cielo e la terra.

S. N. BULGAKOV, La scala di Giacobbe. Sugli Angeli.

Il servizio angelico è rivelazione della compagnia di Dio per gli uomini e probabilmente anche della compagnia tra gli uomini come a livello letterario mostra il bel racconto L’angelo sigillato di Nikolaj Leskov, dove un gruppo di semplici e cocciuti muratori vecchi credenti vengono condotti dalla loro devozione ad una icona di un angelo attraverso mille peripezie a riscoprire il loro stare insieme, il loro stare nella Chiesa e il loro stare con Dio:

“…e così ci eravamo trovati tutti in un unico gregge, con un unico pastore, come agnellini, e ci eravamo stretti l’uno all’altro e solo allora avevamo capito a cosa e dove il nostro angelo sigillato ci aveva condotto, precedendo prima i nostri passi, e poi dissigillandosi grazie all’amore dell’uomo per l’uomo che si era manifestato in quella terribile notte”.

Nikolaj Leskov, L’angelo sigillato

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