Pokrov, quando l’autunno incontra l’inverno

Владимир Зайцев. Снег на Покров Пресвятой Богородицы. 2008.

На Покров до обеда осень, а после обеда зимушка-зима” a Pokrov fino a pranzo è autunno, dopo pranzo inverno. Così recita un vecchio adagio popolare russo che attribuisce al giorno della festa della Protezione (Pokrov) della Madre di Dio, il compito di segnare il passaggio dalla stagione autunnale a quella invernale. E in effetti proprio in questo periodo in Russia, Bielorussia e Ucraina si registra un irrigidimento delle temperature magari accompagnate dalla pioggia se non anche da una prima nevicata.

La prima neve che cade candida a Pokrov ricorda il candido manto della Madre di Dio che si posa sui villaggi e le città, sui campi e le fattorie ma avverte anche dell’inizio della stagione più fredda. Così nella cultura popolare l’arrivo di questa festa coincide con il tempo della preparazione all’inverno. Nelle campagne i contadini cominciano a riscaldare meglio le abitazioni, il bestiame dal pascolo viene spostato alle stalle invernali. Se poi proprio il giorno di Pokrov – 14/1 ottobre – cade la neve ecco annunciarsi un inverno rigido, mentre la pioggia ne annuncia uno più mite.

Il legame tra il cambiamento di stagione e questa festa è molto interessante, non solo per l’evidente parallelismo tra il sottile manto di neve e il velo della Madre di Dio ma anche perché questo tempo di preparazione all’inverno è tempo di supplica per la protezione divina dai rigori invernali, dal gelo, dalle malattie e dalla fame. L’inverno nella vecchia Rus’ non era e non è una faccenda semplice e i contadini lo sapevano bene, ecco perché preparavano tutto per tempo e si affidavano alla Madre di Dio.

Pokrov è anche il tempo delle nozze autunnali e per questo motivo le giovani ragazze, soprattutto quelle non sposate, tengono questo tempo in grande considerazione perché invocano dalla Madre di Dio la grazia di un matrimonio felice.

Григорий Михайлов. Девушка ставящая свечу перед образом. 1842.

Покров-праздничек, покрой землю снежком, а мою голову венцом“, la festa di Pokrov copre la terra di neve e la mia testa con una corona, ripetono fiduciose le giovani in questo giorno affrettandosi verso la chiesa per accendere una candela davanti l’icona della Madre di Dio perché una superstizione vuole che la prima che avrebbe acceso una candela si sarebbe sposata prima di tutte le altre.

Сергей Баулин. Храм Покрова на Нерли. До 1976

La festa di Pokrov, come è facile capire, ha un grande radicamento nell’anima contadina della Rus’ ed è stupefacente per una festa che è nata lontano, a Costantinopoli, e che è giunta a queste latitudini nel XII secolo sotto il principe Andrei Bogolyubsky, il santo principe di Vladimir, che costruì la bianca chiesa della Protezione sul Nerl’. Sempre nella regione di Vladimir sorse una città con il nome di Pokrov e da allora migliaia di chiese sorsero in tutta la Rus’ dedicate alla Protezione della Madre di DIo.

Le immagini più antiche della festa risalgono al XIII secolo e si trovano sui cancelli della Cattedrale della Natività a Suzdal e nei dipinti del monastero di Svyatogorsk a Pskov.

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