Esaltazione della vivificante Croce del Signore

27 settembre /14 settembre 2020 – Domenica

ESALTAZIONE DELLA VENERABILE E VIVIFICANTE CROCE DEL SIGNORE

Apostolo: 1 Cor 1:18-24.

Vangelo: Gv 19:6-11, 13-20, 25-28, 30-35.

La festa dell’esaltazione della Santa Croce del Signore è una delle dodici grandi feste dell’anno liturgico. Tutta la liturgia di questa domenica, dagli inni alle letture, è incentrata su quella che l’Apostolo Paolo chiama la “parola della Croce” (1Cor, 1, 18). Oggi ci viene consegnata quest’unica parola malgrado come i giudei e i greci richiamati nel brano dell’Apostolo (1 Cor 1, 24) continuiamo a chiedere segni e sapienza. Oggi non ci verrà dato nessun segno se non quello della Croce, oggi l’unica sapienza che ci verrà offerta è la stoltezza della Croce perché essa è potenza e sapienza di Dio.

La Croce che oggi viene esaltata e venerata è l’unica parola da meditare oggi, su essa dobbiamo focalizzare la nostra attenzione perché come un seme essa contiene in potenza tutto l’evento della Salvezza. Questo segno contraddittorio, proprio come un umile ed insignificante porta con sé una potenza di vita straordinaria che si schiude solamente a coloro che guardano con gli occhi della fede.

In un’omelia del 1924 in occasione della festa dell’Esaltazione della Santa Croce il padre Sergij Bulgakov ha mirabilmente illustrato il significato di questa parola della Croce che oggi ci viene offerta. Per Bulgakov la Croce “annuncia l’amore di Dio”. “Il mondo – continua Bulgakov – è stato creato con la forza della Croce poiché l’amore di Dio per la creazione è cruciforme. Il mondo è pure salvato dalla Croce, dall’amore cruciforme ed è benedetto dalla Croce, è segnato dalla forza della Croce. Ma il mistero della Croce penetra più in alto e più in fondo, poiché in esso si nasconde, in maniera arcana, l’immagine della Trinità(…). La Croce è Dio Stesso nella rivelazione al mondo, è la forza e la gloria di Dio”.

Oggi innalziamo la Croce ai quatto punti cardinali di questo mondo, oggi contempliamo l’evento della Croce nelle parole del santo evangelista Giovanni ma non dobbiamo essere atterriti da questa immagine. Se riusciamo a guardare alla Croce con gli occhi della fede riusciremo a scorgere il sapiente amore di Dio che si esprime mediante il sacrificio che, per dirla ancora con Bulgakov, “è la forza dell’amore”.

Non è un caso se oggi un inno ci faccia cantare “Si è compiuta, o Dio, la parola del tuo profeta Mosè che diceva: «Vedrete la vostra vita sospesa davanti ai vostri occhi»”. Sì, la nostra vita è sospesa davanti a noi su un legno che è diventato ignobile strumento di morte ma se riusciremo ad andare oltre alla tragedia umana del Crocifisso e riusciremo mossi dallo Spirito a vedere il sacrificio dell’Amore divino allora scorgeremo la luce della Resurrezione, del trionfo dell’Amore allora avremo proprio come il padre Bulgakov la nitida certezza che il Signore farà “sbocciare nell’anima i bianchi fiori del paradiso”.

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