XII Domenica dopo Pentecoste

17 agosto 2020/30 agosto 2020 Domenica
vecchio calendario/nuovo calendario

Domenica 12° dopo Pentecoste. Tono 3a. DOPOFESTA DELLA DORMIZIONE DELLA
SANTISSIMA MADRE DI DIO. Del mart. Mirone presbitero (250). Del ven. Alipio, iconografo
delle Grotte, nelle Grotte vicine (c. 1114). Dei martt. Paolo, Giuliana e altri (c. 273). Dei martt. Tirso, Leucio, Coronato e compagni (249-251). Del mart. Patrocle (270-275). Dei martt. Stratone, Filippo, Eutichiano e Cipriano (c. 303). Sinassi dei santi di Kemerovo (celebrazione mobile la domenica prima del 18 agosto). Dello ieromart. Alessio Velikosel’skij presbitero (1918); dello ieromart. Demetrio Ostroumov presbitero (1937). Dell’icona Svenskaja (delle Grotte) della Madre di Dio (1288).

Apostolo: 1 Cor § 158 = 15:1-11

Vangelo: Mt § 79 = 19:16-26

“Chi si potrà dunque salvare?” (Mt 19,25) domandano i discepoli quasi alla fine di questo brano del vangelo di Matteo dopo aver visto un uomo, pio e rispettoso dei comandamenti ritirarsi in buon ordine davanti alle affermazioni radicali di Gesù. In questa domanda dei discepoli piena di costernazione e smarrimento c’è tutta la paura di chi pensa che se il Maestro continua a mettere l’asticella così alta, se vuole che i cammelli passino dalla cruna di un ago, probabilmente nessuno lo seguirà più perché la Salvezza predicata diventa praticamente impossibile per i “comuni mortali” e forse neanche loro si sentono tanto al sicuro… Insomma il Maestro in questa maniera rischia seriamente di fare terra bruciata attorno a sé.

Quella dei discepoli però è preoccupazione mondana, legittima per chi cerca consenso, ma che non coglie la centralità del messaggio di Gesù. La risposta al quesito dei discepoli non si fa attendere e Gesù con una semplice frase smonta la loro convinzione: “Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile” (Mt 19,26). Gesù ricorda ai suoi discepoli un dato fondamentale: la Salvezza non è opera degli uomini ma opera Dio. Nessuno si salva per i suo sforzi, per quanto grandi che siano ma ogni uomo è salvato da Dio in Cristo Gesù.

Osservare i comandamenti, come il pio ebreo del brano di Matteo, non basta per avere la vita eterna, non è sufficiente essere buoni. Non servono le cose buone, serve il Buono, serve essere in Cristo. L’invito di Gesù non può essere risolto solamente alla rinuncia alle ricchezze – cosa che colpì l’interlocutore di Cristo ma anche gran parte della riflessione su questo brano fino ad oggi – ma di andare con Lui, di seguirlo.

Scriveva l’arciprete Georgij Florovskij che “in Cristo, il Dio-uomo, il senso dell’esistenza umana non è stato solo rivelato, ma realizzato”, ecco come il tale di questa pericope evangelica siamo messi davanti anche piuttosto brutalmente al fatto che il vero senso dell’esistenza umana non sono le cose buone che possiamo fare o le ricchezze che possiamo accumulare ma che solamente Cristo è il compimento di questa esistenza, l’incontro con Lui che ci trasfigura, che ci rende creature nuove.

Non serve una vita ricca, serve una vita ricca di significato. E questo significato è Cristo che è senso e scopo della vita, che è Salvatore perché dischiude il significato dell’esistenza, perché salva dal non senso, dal nulla, dalla morte.

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