Il grande silenzio di padre Gabriel

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Il più coraggioso dei novizi ha resistito due notti e all’alba del terzo giorno le sue valigie erano pronte per lasciare lo Skit dei Santi Antonio e Teodosio Pecherskij. Si doleva molto di questo padre Gabriel, che non ci fossero giovani disposti a seguirlo nella sua lotta ascetica nel freddo deserto di Odrynkach. E tutti quelli che fuggivano da quella landa desolata tra Polonia e Bielorussia oltre alla vita difficile additavano come difficoltà principale per la vita monastica in quel luogo il “terribile silenzio”.

Si rammaricava padre Gabriel perché a differenza dei santi patroni dello suo skit nessun compagno lo aveva raggiunto in quella solitudine orante. E forse in questi ultimi giorni della sua vita terrena è stato questo il suo cruccio. A padre Gabriel nemmeno il disastroso incendio che circa un anno fa aveva distrutto la chiesa dello skit lo preoccupava ma che non ci fosse nessuno a seguire la via degli antichi monaci era per lui un problema ben più grande.

L’archimandrita Gabriel (Giba) si è spento ieri dopo una lunga malattia e in questi giorni tornerà nel silenzio di Odrynkach per il riposo dei giusti.

Padre Gabriel era uno dei tesori della Chiesa ortodossa di Polonia che irradiava luce in Bielorussia e in Ucraina. In molti accorrevano a lui per un consiglio spirituale, per una preghiera o più semplicemente per farsi consigliare le erbe giuste per qualche malanno.

Sì perché questo monaco dagli occhi azzurri e profondi guariva con parole e preghiere le malattie dello spirito e con le erbe dei campi e dei boschi i problemi del corpo.

C’è questo bel documentario intitolato “L’Archimandrita” diretto da Jerzy Kalina sulla vita quotidiana di questo monaco che rende bene l’idea di chi fosse padre Gabriel e del grande silenzio di Odrynkach. Un grande silenzio che inquietava molti ma che per l’anziano monaco era fonte di vita perché ricolmo della preghiera di Gesù.

Del grande silenzio quelli del mondo hanno paura ma per chi coltiva il proprio cuore questo silenzio è fonte di grazia.

Così è stato sicuramente per padre Gabriel e a noi che restiamo qui resta la nostalgia di questo grande silenzio che non sappiamo o forse non vogliamo frequentare.

 

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