L’icona della “Madre di Dio Deržiavnaja”

La Chiesa russa festeggia l’icona della Madre di Dio Sovrana (Икона Божией Матери «Державная») il 2 marzo (15 marzo), considerato giorno del rinvenimento dell’icona nel 1917. La data viene associata all’abdicazione nello stesso giorno dello Zar Nicola II, avvenuta sotto la pressione della Rivoluzione russa, che sarà presto seguita dal massacro dell’Imperatore e della sua intera famiglia. Per questo l’immagine, che appartiene al tipo iconografico tradizionale della ‘Regina’, si segnala con la presenza di nuovi dettagli propri come la corona, lo scettro e il globo: essa viene interpretata dai Russi come se la stessa Madonna avesse assunto il compito di vigilare sui suoi figli e di servire loro da Regina e Sovrana in momenti tanto difficili della storia della nazione. Questo incarico viene conferito dallo stesso Dio Padre raffigurato nella parte superiore dell’icona; anche il mantello della Vergine, di color porpora, viene considerato dalle popolazioni russe come simbolo del sangue e delle sofferenze che stanno per colpire il Paese.

La storia dell’icona ha del meraviglioso. Le cronache del tempo riportano la toccante avventura di una contadina del villaggio di Pererva, nel paesino di Kolomna, sito nell’area cittadina di Mosca, di nome Evdokija Adrianova, che viene un giorno a bussare alla porta di padre Nikolai, parroco della chiesa.

La donna racconta di aver avuto più volte in sogno l’ordine di recarsi a Kolomna per ritrovare un’icona della Madre di Dio; racconta – dopo non molte esitazioni, tentennamenti e lunghe preghiere – di essere stata un giorno colta dal sonno e di aver visto una chiesa bianca al cui interno troneggiava la Regina celeste, splendente di gloria e di maestà. Evdokija aggiunse che, al suo risveglio, non poté più aspettare, risuonando nell’animo le parole del comando ricevuto: “Nel villaggio di Kolomna c’è una grande icona annerita, che bisogna prendere, pulire e riportare all’antica bellezza, in modo che si possa pregare dinanzi ad essa”.

Dopo aver pregato e digiunato, ed aver ricevuto la Comunione, Evdokija si mise in viaggio. Giunta in vista della chiesa bianca del sogno, bussò alla porta del parroco, cui rivolse la richiesta di vedere tutte le icone della chiesa; padre Nikolai non vi si oppose, ma fra le icone custodite nella chiesa non si trovò nessuna corrispondente alle fattezze della ‘Regina’ da lei sognata. Scesero quindi nei sotterranei, dove erano tenute le icone vecchie, troppo rovinate o annerite, e non più in stato di essere esposte alla devozione dei fedeli. Fra queste scelsero l’icona più grande, completamente coperta da una patina di fuliggine, e cominciarono a ripulirla: pieni di stupore videro delinearsi sulla tavola la figura della Madre di Dio assisa in trono.

La Vergine, alquanto severa in volto, era seduta in trono e portava le insegne regali: una corona gemmata sul capo, fra le mani un scettro di sottile fattura; nel suo grembo sedeva il divin Bambino reggente in una mano la sfera del comando, benedicente con l’altra. Evdokija riconobbe senza esitazione in questa icona la ‘Regina’ che le era apparsa in sogno, e cadde in ginocchio piena di stupore e di gioia.

Ben presto la notizia del ritrovamento si sparse, e cominciarono ad affluire pellegrini, mentre si introdusse l’uso di portare in processione l’icona nei Monasteri, nelle fabbriche, nelle chiese. Si scoprì nel frattempo che l’icona era appartenuta al Monastero femminile dell’Ascensione di Mosca, ed era stata nascosta a Kolomna nel 1812, durante l’invasione napoleonica; successivamente ne era stata addirittura dimenticata l’esistenza, finché, in un momento particolarmente doloroso della storia del popolo russo, il Signore volle donargli con essa un segno della sua protezione e della sua sovranità irrevocabile.

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