Il mondo attorno non contava – Рождественский Пост

Inizia oggi il digiuno della Natività (Рождественский Пост), un periodo di radiosa penitenza che ci preparerà al sorgere della prima stella della notte tra il 6 e il 7 gennaio, stella che ci annuncerà il Natale del Salvatore. E’ interessante vedere come la natura favorisca questo ritirarsi, questo concentrarsi sull’essenziale. I primi rigori invernali spingono nelle case, ad avere più tempo per la lettura e la riflessione. Le chiese con le loro calde luci sono oasi nei deserti bianchi e addormentati.

Eppure il mondo sembra andare in una direzione contraria ed ostinata che stride con questo tempo penitenziale di preparazione alla festa dell’Incarnazione:

«Negli empori, fanghiglia e affollamento. / Gente carica di mucchi di pacchetti / mette un bancone sotto accerchiamento / per un po’ di croccante al gusto di caffè».

Così Iosif Brodskij in una delle sue Poesie di Natale nota un accerchiamento del mondo verso il bancone dei consumi. Era solo il 1971 e mai poesia fu più profetica.

Il poeta russo in un altro dei suoi componimenti però propone un altro tipo di accerchiamento, un concentramento sull’evento della Natività, un miracolo che puntuale si ripete e illumina il nostro destino:

«Il mondo attorno non contava, / né la tormenta che monotona ululava, / o che nella bucolica magione stessero / allo stretto e per loro non ci fosse altro tetto. // Intanto erano insieme. / E in tre per giunta, la cosa principale, / da ora avrebbero spartito in modo eguale / i doni almeno, nonché cibo e imprese».

Brodskij disse di essersi spesso ispirato per le sue poesie natalizie ad una scena della Natività del Signore che aveva visto riprodotta su una rivista polacca e la cui iconografia l’aveva profondamente colpito: «Amavo quella concentrazione di ogni cosa in un solo luogo – il che è quanto si verifica nella scena della grotta».

Ecco il senso di questo tempo di digiuno è concentrarsi sull’essenzialità, mettere la nostra esistenza al cospetto del grande mistero dell’Incarnazione. E’ provare a stringersi come i tre nella “bucolica magione” per vivere nella fuga, nella quiete e nel silenzio dell’essenzialità dell’amore perché oggi come allora “il mondo non contava”.

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