Il trono non è più vuoto

Derzh

“Non è vero che c’è buio, c’è sempre qualcosa che fa luce”. Questa massima attribuita al filosofo greco Anassagora deve sembrare particolarmente vera se guardiamo a quel 15 marzo (2 marzo nel calendario ecclesiastico) del 1917.

Quel giorno Pietrogrado, la capitale dell’Impero russo, sprofondava definitivamente nel caos rivoluzionario e lo Zar Nicola II nel vagone del suo treno fermo alla stazione di Pskov decideva che per evitare ulteriori conseguenze negative fosse il caso di lasciare il trono.

La stessa sera Nicola II appuntò sul suo diario: “una penosa sensazione, mi sentivo un sopravvissuto. Attorno a me tradimento, viltà e inganno”.

Con l’abdicazione di Nicola II finiva di fatto il lungo potere della dinastia Romanov ma soprattutto la Russia e la Chiesa perdevano il loro protettore.

A questo giorno tragico della storia russa è associata una singolare coincidenza che ci ricorda il calendario ecclesiastico: il rinvenimento dell’icona della Madre di Dio Sovrana (Derzhavnaya).

Le cronache del tempo ci raccontano il rinvenimento dell’icona nei sotterranei di una chiesa di Kolomna: più volte Evdokija Adrianova, una contadina del villaggio di Pererva, aveva ricevuto in sogno la sollecitazione a recarsi a Kolomna per recuperare e riconsegnare alla preghiera un’icona annerita dal tempo. Inutile dire che con grande stupore del parroco l’icona sognata si trovava proprio lì.

Una volta pulita l’icona apparve proprio come l’aveva sognata la contadina di Pererva. La Vergine, alquanto severa in volto, era seduta in trono e portava le insegne regali: una corona gemmata sul capo, fra le mani un scettro di sottile fattura; nel suo grembo sedeva il divin Bambino reggente in una mano la sfera del comando, benedicente con l’altra.

In seguito si scoprì che l’icona era appartenuta al Monastero femminile dell’Ascensione di Mosca, ed era stata nascosta a Kolomna nel 1812, durante l’invasione napoleonica.

Non sfuggì alle anime più sensibili – e tra queste quella del santo patriarca Tichon che ne compose l’acatisto –  che l’icona tornava alla venerazione dei fedeli in un momento particolarmente doloroso della storia del popolo russo. Mentre il trono dello Zar, protettore della fede, rimaneva vuoto e presto divelto, il Signore volle donare con l’icona della Madre di Dio Derzhavnaya un segno della sua protezione e della sua sovranità irrevocabile.

Se il trono del potere temporale vuoto poteva far disperare il popolo e la Chiesa, il trono mistico della Madre di Dio e del suo Figlio Unigenito annunciati dall’icona sarebbero stato consolazione e speranza nel tempo dell’imminente persecuzione.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...